- 21.09.2025
Il pittore che ha sempre dipinto solo «l’accaduto, nient’altro che l’accaduto»
LA VITA DI CARAVAGGIO
Michelangelo Merisi nasce a Milano il 29 settembre 1571. Il primo passaggio decisivo è la decisione nel 1592 di scendere a Roma. La vera svolta arriva sette anni dopo. Poi il soggiorno a Napoli. Muore il 10 luglio 1610. Ritratto dell’artista lombardo dagli «occhi vivaci e incaverniti»
- 21.09.2025
Un impasto di carnalità e redenzione
LA FORZA DI CARAVAGGIO
Michelangelo Merisi, considerato a lungo un personaggio «maledetto», è stato, in realtà, un pittore profondamente religioso: la sua arte diventò una sorta di manifesto di quel vasto movimento aperto alla comprensione e alla compassione degli aspetti più umili della vita
- 21.09.2025
Il reale “fotografato” al culmine dell’evento
L’UOMO CHE VIVEVA NEI SUOI QUADRI
Per gli occhi e per il cuore del Caravaggio ogni fatto diviene avvenimento, e per di più contemporaneo: la Conversione di San Paolo, un incidente di viaggio; il Martirio di San Matteo, un fattaccio di cronaca nera; la Morte della Vergine, il dolore sconfinato per la perdita di una giovane donna
- 21.09.2025
Quel “paradosso” che colpisce ancora oggi
CARAVAGGIO VA OLTRE LA SUA PITTURA
Una caratteristica di tutti i quadri di Caravaggio è che sono delle specie di “tableau vivant”, sono un segno indiretto di come quegli eventi siano toccanti ancora oggi. Grazie a un concetto di storia che è attualizzata nel presente e mossa dalla volontà di far coincidere fisico e metafisico
- 21.09.2025
Il “raggio divino” illumina anche i piedi sudici
IL MAESTRO DELLA LUCE
L’uso della luce in Caravaggio non è mai casuale. Come osserva Giulio Carlo Argan, la sua pittura si distingue per un realismo drammatico in cui il motivo religioso si fonde con la componente sociale. E, proprio in virtù di questa impostazione, «il divino si rivela negli umili»
- 21.09.2025
Un io che non porta certezze, porta evidenze
IL SUCCESSO DI CARAVAGGIO
Perché Caravaggio mette ogni volta in fila migliaia di persone? C’entra la modalità con cui il suo “io” entra dentro le sue opere: è tale la sua energia nel rendere tutto presente a sé stesso, che anche chi guarda alla fine la sente presente alla sua vita di quell’istante
