Un quesito sul funzionamento della Magistratura che non chiede se si sia a favore o contro di essa
REFERENDUM 22/23 MARZO 2026
I cittadini sono chiamati a esprimersi con una consultazione, senza quorum, che affronta quattro aspetti: separazione delle carriere tra giudici e PM, sdoppiamento del CSM, istituzione dell’Alta Corte disciplinare, sorteggio di magistrati e membri laici che faranno parte di CSM e Alta Corte
In Italia circa mille errori giudiziari all’anno, ma dal 2018 al 2024 solo 9 sanzioni disciplinari
PERCHÉ SÌ
La separazione delle carriere esiste in 24 dei 27 Paesi Ue. Gli errori giudiziari vengono pagati non dal magistrato che li compie ma dallo Stato, cioè da tutti noi attraverso le nostre tasse. Il nodo gordiano delle correnti mina l’indipendenza della magistratura (e condiziona la politica)
Si scrive “separazione delle carriere”,
si legge “indebolimento dell’ordine giudiziario”PERCHÉ NO
La riforma poggia su tre tasselli di un mosaico dal quale emerge un quadro di complessivo indebolimento della capacità dei due futuri Csm a continuare a svolgere la fondamentale funzione per la quale il Csm fu voluto dai padri costituenti: la tutela dell’autonomia della magistratura
Gli arbitri, cioè i giudici, devono fare gli arbitri, i giocatori, cioè i Pm, devono fare i giocatori
ANTONIO DI PIETRO: FAVOREVOLE ALLA RIFORMA
Secondo l’ex Pm di Mani pulite, la riforma, “a prescindere da chi la propone e dalle intenzioni che ha, non solo rende più indipendente, anzi allo stesso modo indipendente, il Pm e il giudice dalla politica, ma soprattutto li rende più autonomi al proprio interno dal sistema delle correnti”
Il Pm accusatore e basta danneggia il 90% dei cittadini che incappano in problemi giudiziari
NICOLA GRATTERI: CONTRARIO ALLA RIFORMA
Per il procuratore di Napoli “i promotori del Sì dicono che avremo un Pm più forte. Poniamo che sia vero, allora anche l’imputato ha bisogno di un avvocato più forte. Ma l’avvocato che solo per cominciare chiede un acconto da 50mila euro può permetterselo solo un imputato ricco”
L’indipendenza del giudice è un valore e l’Assemblea costituente ne discusse a lungo
L’ARTICOLO 111 DELLA COSTITUZIONE
La fase più delicata della giustizia penale non è l’assoluzione, ma la fase dell’incriminazione dove il Gip raramente si discosta dalla prospettazione accusatoria operata dal Pm. La riforma Cartabia si era fatta carico di tale problema, ma in pratica nulla è cambiato
