- 01.11.2025

Una “scatola” che si nutre di miliardi di dati ma elabora algoritmi privi di teoria
LA RIVOLUZIONE DELLA IA
Secondo Alfio Quarteroni, uno dei più eminenti matematici, «i dati sono qualcosa di esperienziale, ma dobbiamo fare attenzione alle risposte che dà l’Intelligenza artificiale: i suoi algoritmi non hanno consapevolezza e solo la conoscenza teorica può verificarne i risultati»
- 01.11.2025

“L’IA senza guardrail è terrificante”
INTERVISTA A YOSHUA BENGIO
Per Yoshua Bengio, considerato uno dei padrini dell’intelligenza artificiale, ciò che siamo e ciò che scegliamo rappresentano l’ago della bilancia di un futuro che, probabilmente, condivideremo con le macchine.
“Sarà proprio la natura umana a salvarci. O a condannarci” - 01.11.2025

Perché scegliere da soli se attraverso l’IA potremo massimizzare le nostre decisioni?
IL VERO PERICOLO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’IA, conoscendo teoricamente tutte le nostre preferenze, sarebbe in grado di dirci ogni volta quale sarebbe la scelta più corretta, più adatta, più efficiente e più performante per noi. Ma, a quel punto, dove finirebbe la libertà umana, ossia la libertà di sbagliare e di scegliere l’imprevedibile?
- 01.11.2025

“L’Intelligenza artificiale deve essere usata da persone che la sanno più lunga di essa”
FEDERICO FAGGIN SU COSCIENZA E CHATBOT
Federico Faggin, il fisico italiano che ha inventato il primo microprocessore al mondo, è convinto che “l’IA non diventerà mai migliore di noi. Se si avesse la stupidità di consentire a una intelligenza artificiale qualsiasi di fare ciò che vuole, le ripercussioni negative sarebbero immense”
- 01.11.2025

“È un aiuto a contrastare la disinformazione solo se si salvaguarda il pensiero critico”
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GIORNALISMO
L’avvento dell’IA sta segnando un’ulteriore trasformazione del giornalismo, portando con sé importanti vantaggi in termini di efficienza, analisi dei dati e personalizzazione dei contenuti. Emergono però nuove sfide, legate in primis a trasparenza e tutela della qualità dell’informazione
- 01.11.2025

Tra l’io e l’IA occorre innanzitutto prudenza
IL GIUDIZIO DELLA CHIESA
La Santa Sede ha pubblicato la “Antiqua et Nova”, Nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana. Con questo documento la Chiesa, che segue con attenzione lo sviluppo tecnologico, si preoccupa di come l’IA cambi il nostro rapporto con la realtà, con noi stessi e con Dio
- 01.11.2025

“Dubita di te stessa” è l’imperativo morale
che deve guidare le “machine sapiens”LA NECESSITÀ DI UNA “ALGOR-ETICA”
Paolo Benanti, professore della Pontificia Università Gregoriana, spiega che le intelligenze artificiali sono artefatti tecnologici differenti da tutti gli artefatti prodotti finora. Non sono software programmati, ma sistemi addestrati. Che hanno bisogno di un’etica “human centered” vincolante
- 01.11.2025

Ai figli va fatto vedere il bello del digitale
IL COMPITO EDUCATIVO
Oggi l’IA, cioè smart device, social e algoritmi, affolla l’esistenza dei giovanissimi. Qual è il compito che spetta agli adulti? “Non serve avere un Manuale delle giovani marmotte con un caso per ogni evenienza, ma un’apertura a conoscere e giudicare un nuovo elemento della nostra vita”
- 01.11.2025

Tutto ebbe inizio con dieci scienziati
BREVE STORIA DELL’IA
Gli storici sono concordi nel segnare l’inizio del lungo percorso verso la creazione di una intelligenza artificiale con la Conferenza di Dartmouth, svoltasi negli Stati Uniti nel 1956. E fu John McCarthy, uno dei partecipanti, a proporre per la prima volta il termine “Artificial Intelligence”
- 01.11.2025

Da “Addestramento” a “Token”, il vocabolario dell’Intelligenza artificiale
LE PAROLE CHIAVE
Per cercare di spiegare la struttura, il funzionamento e lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale, i ricercatori e gli ingegneri di tutto il mondo utilizzano un gergo tecnico fatto di parole e sigle di cui non sempre è chiaro il significato. Ecco l’abc fondamentale per capirla davvero
