- 16.05.2026
Un genio nel concepire gli spazi e nel trasformare i materiali
LA BIOGRAFIA DI ANTONI GAUDÌ I CORNET
Antoni Gaudí (1852-1926) da bambino, essendo di salute delicata, passava ore e ore a contemplare i segreti della natura, che considerava la sua grande maestra. A partire dal 1912 e fino alla sua morte, si concentrò esclusivamente sulla costruzione della Sagrada Família
- 16.05.2026
Una creatività fuori dagli schemi
ARCHITETTO IRRIPETIBILE
Gaudí è considerato il massimo esponente del Modernismo catalano e una delle figure più originali dell’architettura europea Art Nouveau. Dagli esordi in una Barcellona in piena trasformazione, alla stagione d’oro delle dimore borghesi, sino alla Sagrada Família, il capolavoro di una vita
- 16.05.2026
Una basilica (ancora incompiuta) ispirata alla natura e alla simbologia cattolica
LA SAGRADA FAMILIA
L’idea di costruire una chiesa dedicata alla Sacra Famiglia nacque intorno al 1866. Il piano iniziale prevedeva la costruzione di un tempio ispirato alla cattedrale di Notre Dame di Parigi. Tuttavia, si decise presto di abbandonare il progetto originale e optare per uno stile più moderno
- 16.05.2026
Natività, un inno alla gioia della creazione
LE FACCIATE DELLA SAGRADA FAMILIA/1
La Facciata della Natività è la prima e l’unica che Gaudí poté vedere completamente terminata prima della sua morte. Questa facciata, a cui si dedicò per più di 30 anni, celebra la vita e la nascita di Cristo con un’esplosione di forme naturali, sculture e un ricco simbolismo
- 16.05.2026
La potenza della Passione di Cristo, che intimorisce e lascia senza parole
LE FACCIATE DELLA SAGRADA FAMILIA/2
In 18 scene la Facciata della Passione narra sofferenza, morte e resurrezione di Cristo. L’intenzione di Gaudì era chiara: voleva una facciata che “terrorizzasse”, per usare le sue stesse parole. Così immaginò una struttura di colonne inclinate che imitassero le ossa di uno scheletro
- 16.05.2026
Il destino dell’uomo finirà in Gloria
LE FACCIATE DELLA SAGRADA FAMILIA/3
La Facciata della Gloria sarà il volto più straordinario della Sagrada Familia, una volta completata. Rappresenterà il destino finale dell’umanità: la morte, il Giudizio finale, l’inferno e la gloria eterna. E sarà la facciata principale della basilica, la più grande e monumentale delle tre
- 16.05.2026
Il suo cantiere metafora del senso religioso
IL RICORDO DI MARIA ANTONIETTA CRIPPA
Per Maria Antonietta Crippa, architetto e già attiva come professore ordinario di Storia dell’architettura del Politecnico di Milano, ogni parte, grande o piccola che sia, concorre a far emergere una tendenziale esattezza di senso unico, connesso al valore liturgico della Sagrada Familia
- 16.05.2026
Trovare Gaudí (e la fede) attraverso la pietra
INTERVISTA A ETSURO SOTOO
Nel 1978 lo scultore Etsuro Sotoo dal Giappone approda a Barcellona, dove comincia a lavorare al cantiere della Sagrada Familia. L’incontro con Gaudí attraverso la sua opera gli spalanca un nuovo modo di esprimersi. Ed è una scintilla per la conversione al cattolicesimo
- 16.05.2026
“È importante mantenere lo spirito divino e fare le cose che stupiscono i bambini”
L’INSEGNAMENTO DI GAUDÌ
Gaudì aveva sempre tantissima pazienza, era più paziente di un giapponese, e ascoltava sempre i suoi collaboratori, i suoi lavoratori in quello che dovevano fare. E voleva scoprire in che modo ciascuna persona poteva dare il proprio contributo. Questo è il segreto della Sagrada Familia
- 16.05.2026
Sulla Sagrada Familia svetta una scultura italiana
L’AGNUS DEI DI ANDREA MASTROVITO
Nel 2023 Andrea Mastrovito è stato chiamato dagli architetti catalani per completare la croce in cima alla Torre di Gesù, la più alta della basilica, di cui Gaudí immaginò ogni angolo, ogni dettaglio, tranne uno: lasciò la libertà di affidare a un artista contemporaneo la scultura dell’Agnus Dei
- 13.05.2026
DRAGHI, SANTI & CAVALIERI.
Un viaggio tra le creature fantastiche del Medioevocon Luca Frigerio
UniTre e, in collaborazione, Il Circolo della Bussola, riportano a Saronno il noto storico, scrittore, giornalista e critico d’arte, redattore dei media della Diocesi di Milano, per i quali cura la sezione culturale.
Martedì 26 maggio 2026 Ore 21.00
Cinema Prealpi – Saronno
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI- 13.05.2026
Gaudì, l’architetto di Dio
con il prof Paolo Giovanni Merlo
Mercoledì 3 giugno 2026 Ore 21.00
Casa di Marta – via Petrarca,1 – Saronno- 11.05.2026
San Francesco nell’arte
con Luca Frigerio
il noto giornalista e storico dell’arte questa volta racconta come l’arte raffigura San Francesco nel tempo.
Domenica 11 ottobre 2026,
- 10.05.2026
Carlo Collodi
con Luca Doninelli
Fine ottobre / inizio novembre 2026,
prossimamente maggiori dettagli
- 19.04.2026
ARTEMISIA GENTILESCHI.
Amore per l’arte, passione per la vitacon Luca Frigerio
il noto giornalista e storico dell’arte racconta la straordinaria pittrice del ‘600, che si affermò contro un pregiudizio che considerava la pittura esclusivamente maschile.
Domenica 19 aprile 2026, ore 16:00,
Auditorium Aldo Moro, viale Santuario, Saronno- 19.04.2026
«Co’l dipinger la faccia a questo e a quello / Nel mondo m’acquistai merto»
LA BIOGRAFIA
Artemisia Lomi Gentileschi (Roma 1593-Napoli 1656) è stata la più famosa tra le pittrici del Seicento. Fu vittima di uno stupro e denunciò l’aggressore. Di scuola caravaggesca, impose nelle principali corti europee
le sue doti di artista, attività allora appannaggio degli uomini- 19.04.2026
Un’avventura che contiene qualcosa di sfidante
IL SUO AUTORITRATTO
Nel bellissimo “Autoritratto”, conservato nelle raccolte reali inglesi, si vede Artemisia messa di tre quarti, con la mano destra sollevata verso la tela mentre con la sinistra tiene la tavolozza. Il quadro mostra cosa significava essere donna e pittrice in una società come la Roma d’inizio ‘600
- 19.04.2026
Un’eroina della pittura (e dei diritti delle donne)
LA SUA RISCOPERTA
La storia della fortuna critica di Artemisia Gentileschi è curiosa. Poco più di cent’anni fa, in pochi la conoscevano e meno ancora la studiavano. Poi arrivarono Roberto Longhi e Anna Banti, che portarono (meritatamente) la “pittora” nel pantheon dell’arte e del femminismo
- 19.04.2026
“Io non voglio che mi sia concesso dipingere, io lo farò e basta, solo perché sono brava”
IL DOODLE A LEI DEDICATO
La celebrazione da parte di Google di Artemisia Gentileschi ha permesso di riscoprire una delle artiste diventate il simbolo di chi per secoli ha vissuto indegnamente nel dimenticatoio. C’è chi l’ha definita “una donna complessa, forte per il suo tempo e senza paura”
- 19.04.2026
“Ho dipinto con il cuore, non solo con il pennello”
L’INTERVISTA IMPOSSIBILE
In una conversazione immaginaria Artemisia dice di sé: “Ho cercato di catturare la figura femminile con grande naturalismo e di utilizzare il tenebrismo per esprimere drammaticità. Le mie opere sono state spesso audaci, proprio come la mia determinazione a superare gli ostacoli”
- 15.03.2026
S. FRANCESCO
nell’ambito del Festival di Poesia Giorni diVersi
Davide Rondoni
ci parlerà di San Francesco, di cui nel 2026 ricorre l’800° anniversario della morte:
“Il Cantico delle creature di San Francesco, il più antico testo della letteratura italiana”domenica 15 marzo 2026, ore 16,
chiesa di San Francesco, a Saronno- 06.03.2026
- 06.03.2026
Un quesito sul funzionamento della Magistratura che non chiede se si sia a favore o contro di essa
REFERENDUM 22/23 MARZO 2026
I cittadini sono chiamati a esprimersi con una consultazione, senza quorum, che affronta quattro aspetti: separazione delle carriere tra giudici e PM, sdoppiamento del CSM, istituzione dell’Alta Corte disciplinare, sorteggio di magistrati e membri laici che faranno parte di CSM e Alta Corte
- 06.03.2026
In Italia circa mille errori giudiziari all’anno, ma dal 2018 al 2024 solo 9 sanzioni disciplinari
PERCHÉ SÌ
La separazione delle carriere esiste in 24 dei 27 Paesi Ue. Gli errori giudiziari vengono pagati non dal magistrato che li compie ma dallo Stato, cioè da tutti noi attraverso le nostre tasse. Il nodo gordiano delle correnti mina l’indipendenza della magistratura (e condiziona la politica)
- 06.03.2026
Si scrive “separazione delle carriere”,
si legge “indebolimento dell’ordine giudiziario”PERCHÉ NO
La riforma poggia su tre tasselli di un mosaico dal quale emerge un quadro di complessivo indebolimento della capacità dei due futuri Csm a continuare a svolgere la fondamentale funzione per la quale il Csm fu voluto dai padri costituenti: la tutela dell’autonomia della magistratura
- 06.03.2026
Gli arbitri, cioè i giudici, devono fare gli arbitri, i giocatori, cioè i Pm, devono fare i giocatori
ANTONIO DI PIETRO: FAVOREVOLE ALLA RIFORMA
Secondo l’ex Pm di Mani pulite, la riforma, “a prescindere da chi la propone e dalle intenzioni che ha, non solo rende più indipendente, anzi allo stesso modo indipendente, il Pm e il giudice dalla politica, ma soprattutto li rende più autonomi al proprio interno dal sistema delle correnti”
- 06.03.2026
Il Pm accusatore e basta danneggia il 90% dei cittadini che incappano in problemi giudiziari
NICOLA GRATTERI: CONTRARIO ALLA RIFORMA
Per il procuratore di Napoli “i promotori del Sì dicono che avremo un Pm più forte. Poniamo che sia vero, allora anche l’imputato ha bisogno di un avvocato più forte. Ma l’avvocato che solo per cominciare chiede un acconto da 50mila euro può permetterselo solo un imputato ricco”
- 06.03.2026
L’indipendenza del giudice è un valore e l’Assemblea costituente ne discusse a lungo
L’ARTICOLO 111 DELLA COSTITUZIONE
La fase più delicata della giustizia penale non è l’assoluzione, ma la fase dell’incriminazione dove il Gip raramente si discosta dalla prospettazione accusatoria operata dal Pm. La riforma Cartabia si era fatta carico di tale problema, ma in pratica nulla è cambiato
- 27.02.2026
«Io mi sono sempre sentita scrittore, ho sempre saputo d’essere uno scrittore»
LA BIOGRAFIA
Oriana Fallaci (1929-2006) ebbe una vita straordinaria. La sua filosofia? «Apro la mia boccaccia. E dico quello che mi pare». È stata la giornalista italiana più conosciuta e apprezzata al mondo. Inventò un modo tutto suo di scrivere e intervistare. Nel 1992 scoprì di avere il cancro
- 27.02.2026
“Sono nata a Firenze, e fiorentino parlo, fiorentino penso e fiorentino sento”
ORIANA SI RACCONTA
Un collega della Fallaci al settimanale “L’Europeo” un giorno le chiese di raccontare in breve la sua vita ai tantissimi lettori che chiedevano di lei. E Oriana accettò. Mandò sei cartelle fitte fitte, scritte con la consueta passione e minuzia, ricche di particolari e di dettagli curiosi
- 27.02.2026
ORIANA FALLACI
con Ferruccio De Bortoli
uno tra i giornalisti italiani più noti ed apprezzati, già direttore del Corriere della Sera ed attuale editorialista dello stesso quotidiano.
Ferruccio De Bortoli ci parlerà di Oriana Fallaci, donna e giornalista straordinaria che De Bortoli ha conosciuto direttamente, di cui nel 2026 cade il 20° anniversario della morte. Data l’eccezionalità dell’evento abbiamo chiesto ed ottenuto il sostegno del Comune di Saronno, quindi l’incontro si terrà
il 27 febbraio 2026, ore 20:45,
in Teatro Giuditta Pasta, a SaronnoPartecipazione gratuita su prenotazione
- 27.02.2026
“L’Oriana batteva sulla sua Lettera 22 col ritmo di una mitragliatrice”
IL RICORDO DEL NIPOTE PREDILETTO
Edoardo Perazzi, il “nipote prediletto”, ebbe con lei un rapporto prezioso, fatto di ammirazione e terrore sacro, perché era “una donna pesantissima”. Dell’Oriana – così la chiama, con l’articolo – ricorda perfezionismo e dedizione: “Qualsiasi cosa scrivesse aveva grande profondità”
- 27.02.2026
Un archivio rivela i segreti della sua “officina”
IL FONDO FALLACI
Nel 2023 è stato inaugurato l’Archivio storico del Consiglio regionale della Toscana, che aiuta a capire meglio stile e modus operandi della Fallaci. Include la documentazione dei suoi articoli, i nastri originali dei colloqui con i Grandi della Storia; dossier, appunti, documenti e oggetti personali
- 27.02.2026
“Io non voglio arrivare al momento della morte senza sapere con chi mi sto incontrando”
ATEA CRISTIANA
Mons. Fisichella racconta gli ultimi momenti della vita della Fallaci. “Ma voi potete pensare che una donna che si professa atea, chiedesse a un prete di tenerle la mano?”. Aveva una grande venerazione per Benedetto XVI e una profonda nostalgia di Dio dentro di sé
- 21.01.2026
“LA BANALITA’ DEL MALE”
la professoressa Alessandra Papa
in occasione del Giorno della Memoria, ci presenterà una donna eccezionale, Hannah Arendt e il suo celebre libro “La banalità del male”, inaugurando il ciclo “Donne appassionate alla verità”
il 21 gennaio 2026, ore 21
presso Casa di Marta
Via Petrarca 1 (angolo via Piave) Saronno- 21.01.2026
Il male radicale? “Rendere superflua negli uomini la loro qualità stessa di uomini”
BIOGRAFIA, OPERE E PENSIERO IN BREVE
Di famiglia ebraica, nata ad Hannover nel 1906 e morta a New York nel 1975, Hannah Arendt è stata una filosofa, una studiosa di teoria politica e una storica tedesca naturalizzata statunitense. Ha analizzato il totalitarismo, la banalità del male, la solitudine dell’uomo contemporaneo
- 21.01.2026
Il pericolo dell’atrofia (non solo di Eichmann)
LA BANALITÀ DEL MALE
Dopo aver assistito al processo al criminale nazista Adolf Eichmann, la Arendt individua nell’ideologia il fattore più peculiare del totalitarismo. L’ideologia stabilisce il senso delle cose indipendentemente dal rapporto diretto con la realtà. E si impone attraverso la propaganda e il terrore
- 21.01.2026
Ogni nascita muta il già deciso della Storia
LA FILOSOFIA (ANCHE POLITICA) DELLA “NATALITY”
Per la Arendt, sin dalla nascita, l’uomo non è una “cosa”, come ha imparato da sant’Agostino, che ci autorizza a pensarlo come un “qualcuno”. L’uomo è altro dalle cose del mondo: poiché libero per nascita, non è mai identico a sé stesso. E con l’azione si sottrae alla stretta della natura
- 21.01.2026
“Se mi fossi fatto da solo, avrei potuto prevedermi e, in tal modo, avrei perso la libertà”
DALLO STUPORE ALL’INCUBO DEI TOTALITARISMI
Hannah Arendt ha scritto pagine profondissime su temi decisivi per l’uomo: il valore dell’azione, l’esistenza come dono, l’esperienza della realtà, il miracolo della nascita, l’orrore delle ideologie, la tragedia dei campi di sterminio. Ecco una piccola antologia
- 21.01.2026
Il pensiero nasce da un urto con l’esperienza
LA FORZA DEL GIUDIZIO
Come da lei più volte ripetuto, Hannah Arendt ha voluto “comprendere”. In uno sforzo di conciliazione che non ha nulla del venire a patti con la realtà così com’è, ci parla piuttosto della responsabilità di ciascuno a ricominciare. Una responsabilità nutrita dall’amore per il mondo
- 21.01.2026
Il tenace tentativo di “rischiarare l’oscuro”
UNA PROFETESSA INASCOLTATA
L’oscurità in cui la civiltà occidentale era precipitata ai tempi del nazismo, per essere ribaltata con i valori della ragione, non poteva eludere il confronto con la realtà, nel bene e nel male. «Il suddito ideale è la persona per la quale non c’è più differenza tra realtà e finzione, tra vero e falso»
- 21.01.2026
La libertà ha gli occhi di una fanciullina
L’ORIGINALITÀ DELLA ARENDT
Hannah Arendt ha saputo essere estremamente originale perché ha saputo mantenersi assolutamente ingenua, come la bambina della favola di Andersen che vede il re nudo. Venire al mondo, salvare il senso comune, perdonare: tre azioni di cui oggi abbiamo estremo bisogno
- 21.01.2026
“Le cose è come se dicessero ci siamo”
IL REALISMO DELLA ARENDT
Di fronte alla realtà siamo chiamati a un riconoscimento. La Arendt scrive che uno dei tratti caratteristici dell’uomo moderno è il risentimento contro il fatto che l’uomo non è il creatore dell’universo, né di sé stesso. Quindi la grande alternativa: o la gratitudine per ciò che accade, o il rifiuto
- 21.01.2026
«Il male più terribile al mondo è il male commesso dai cosiddetti “signor nessuno”»
IL PROCESSO AD ADOLF EICHMANN
«È un male che viene commesso da uomini senza moventi, senza convinzioni, senza crudeltà, perciò da esseri umani che si rifiutano principalmente di essere delle persone». Il video del discorso finale su “La banalità del male” tratto dal film “Hannah Arendt” di Margarethe von Trotta
- 10.12.2025
Sant’Ambrogio, un vescovo tutto per Dio e tutto per il popolo
CHI ERA IL PATRONO DI MILANO E DELLA LOMBARDIA
Sant’Ambrogio fu scelto come vescovo dalla comunità milanese nel 374, perché tra le diverse fazioni in campo per la scelta del pastore egli, che era prefetto della città ma era solo un catecumeno, fece da mediatore. Diede forma alla Chiesa milanese e piantò il seme del suo rito liturgico
- 10.12.2025
Tre doni preziosi del “carattere milanese”
LA SFIDA DI SANT’AMBROGIO AGLI UOMINI DI OGGI
Sant’Ambrogio ha dato forma alla “milanesità”, che si distinguerebbe per operosità, concretezza e leale collaborazione dei cristiani con chi detiene il potere, per il bene di tutta la comunità civile. Un salutare pungolo alla coscienza dei singoli e alla comune riflessione
- 10.12.2025
La grandezza dell’uomo sta nella sua capacità di essere oggetto della misericordia di Dio
IL SUO INSEGNAMENTO
Ambrogio viveva una profondità affettiva non comune nella relazione con Gesù. Come pastore fu assiduo nell’insegnamento della fede e nella pratica di una carità possibile a tutti, perché riconosceva il fondamento della nostra dignità nel valore che abbiamo agli occhi di Dio
- 10.12.2025
“Ha creato l’uomo e si è riposato, avendo un essere cui rimettere i peccati”
LA MISERICORDIA CENTRO DELLA SUA FEDE
Sant’Ambrogio è sicuro che l’uomo deve essere salvato. L’azione di riscatto è più sublime dell’azione creatrice e merita una gratitudine più intensa. Si capisce allora come Gesù Cristo abbia dovuto e voluto essere solo nell’operare la nostra salvezza. Non ci sono altri salvatori
- 10.12.2025
Un vescovo con staffile e favo di miele
IL SUO VOLTO NELL’ARTE
Luca Frigerio, giornalista e scrittore, nel libro «Ambrogio. Il volto e l’anima» propone una ricerca iconografica attorno patrono di Milano, svelandone i diversi aspetti che la devozione e la tradizione hanno via via tramandato e illustrato
- 10.12.2025
La catechesi è inseparabile dalla testimonianza
LA LEZIONE DI AMBROGIO SECONDO BENEDETTO XVI
Ambrogio leggeva la Parola di Dio a bocca chiusa, solo con gli occhi, segno di una forte familiarità con le Scritture. Ecco il metodo della catechesi ambrosiana: è la Scrittura stessa, intimamente assimilata, a suggerire i contenuti da annunciare per condurre alla conversione dei cuori
- 10.12.2025
Pastore forte e mite insieme, deciso contro l’errore e paziente con gli erranti
LETTERA “OPEROSAM DIEM” DI GIOVANNI PAOLO II
Ambrogio si staglia sullo sfondo delle tormentate vicende del suo tempo come figura di straordinario rilievo, il cui influsso permane vivo anche oggi. Insieme con Gerolamo, Agostino e Gregorio Magno è uno dei Dottori a cui la Chiesa latina guarda con venerazione
- 05.12.2025
- 26.11.2025
Tra satira e grottesco: Šostakovič, il talento russo del Novecento
LA BIOGRAFIA DEL COMPOSITORE
Ritenuto tra i più importanti compositori di scuola russa e della musica del Novecento, Dmitrij Šostakovič ebbe un travagliato rapporto con il governo sovietico. La sua vasta produzione comprende musica sinfonica e corale, ma anche molta musica da camera, per balletti e soprattutto per film
- 26.11.2025
Si sentiva figlio della Rivoluzione d’ottobre, ma fu insofferente al “realismo socialista”
ŠOSTAKOVIČ E IL REGIME STALINISTA
Con la salita al potere di Josif Stalin, nel 1929, inizia il “periodo del terrore”, che non è da intendersi solo a livello politico, ma a livello generale, comprese le arti di ogni genere. Così Šostakovič visse la sua produzione musicale altalenando onori e pesantissime accuse
- 26.11.2025
Ha pagato a caro prezzo la sua musica che “cantava come il primo temporale”
UNA VITA SENZA SORRISI
Šostakovič, prima nella Russia rivoluzionaria e poi nell’Urss, ha attraversato difficoltà di ogni genere, subendo umiliazioni, vessazioni e intimidazioni. Un protagonista che ha vissuto fra incoerenze personali, dubbi e tormenti artistici ed esistenziali
- 26.11.2025
Una Lady Macbeth tragico-satirica
raccontata come una ribelle antiborgheseLA PRIMA DELLA SCALA 2025
Iniziata nel 1932, “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk” venne completata due anni dopo. Šostakovič la definì “un’opera tragico-satirica”. Ottenne subito un successo strepitoso. Ma nel 1936 venne attaccata dal regime stalinista: “La musica ringhia e grugnisce”
- 26.11.2025
Profondità emotiva, melodie ossessionanti
LA MUSICA DI ŠOSTAKOVIČ
Le opere di Šostakovič abbracciano una varietà di generi, tra cui sinfonie, quartetti d’archi, concerti, opere e colonne sonore. La sua musica, che riflette spesso la tensione e le sfide della vita sotto un regime repressivo, continua a sfidare, ispirare e commuovere gli ascoltatori
- 26.11.2025
Ai nemici, ai corrotti, ai peccatori, non va data la possibilità della redenzione?
LE DOMANDE SCOMODE DELLA “LADY MACBETH”
È lecito uccidere il nemico di classe per fare la rivoluzione? E questo non è in contrasto con il pacifismo? Il grande compositore non poteva certo immaginare che nel 2025 una rappresentazione al Teatro alla Scala della sua opera avrebbe implicato questioni, morali e politiche, molto attuali
- 14.11.2025
- 01.11.2025

Una “scatola” che si nutre di miliardi di dati ma elabora algoritmi privi di teoria
LA RIVOLUZIONE DELLA IA
Secondo Alfio Quarteroni, uno dei più eminenti matematici, «i dati sono qualcosa di esperienziale, ma dobbiamo fare attenzione alle risposte che dà l’Intelligenza artificiale: i suoi algoritmi non hanno consapevolezza e solo la conoscenza teorica può verificarne i risultati»
- 01.11.2025

“L’IA senza guardrail è terrificante”
INTERVISTA A YOSHUA BENGIO
Per Yoshua Bengio, considerato uno dei padrini dell’intelligenza artificiale, ciò che siamo e ciò che scegliamo rappresentano l’ago della bilancia di un futuro che, probabilmente, condivideremo con le macchine.
“Sarà proprio la natura umana a salvarci. O a condannarci”- 01.11.2025

Perché scegliere da soli se attraverso l’IA potremo massimizzare le nostre decisioni?
IL VERO PERICOLO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’IA, conoscendo teoricamente tutte le nostre preferenze, sarebbe in grado di dirci ogni volta quale sarebbe la scelta più corretta, più adatta, più efficiente e più performante per noi. Ma, a quel punto, dove finirebbe la libertà umana, ossia la libertà di sbagliare e di scegliere l’imprevedibile?
- 01.11.2025

“L’Intelligenza artificiale deve essere usata da persone che la sanno più lunga di essa”
FEDERICO FAGGIN SU COSCIENZA E CHATBOT
Federico Faggin, il fisico italiano che ha inventato il primo microprocessore al mondo, è convinto che “l’IA non diventerà mai migliore di noi. Se si avesse la stupidità di consentire a una intelligenza artificiale qualsiasi di fare ciò che vuole, le ripercussioni negative sarebbero immense”
- 01.11.2025

“È un aiuto a contrastare la disinformazione solo se si salvaguarda il pensiero critico”
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E GIORNALISMO
L’avvento dell’IA sta segnando un’ulteriore trasformazione del giornalismo, portando con sé importanti vantaggi in termini di efficienza, analisi dei dati e personalizzazione dei contenuti. Emergono però nuove sfide, legate in primis a trasparenza e tutela della qualità dell’informazione
- 01.11.2025

Tra l’io e l’IA occorre innanzitutto prudenza
IL GIUDIZIO DELLA CHIESA
La Santa Sede ha pubblicato la “Antiqua et Nova”, Nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana. Con questo documento la Chiesa, che segue con attenzione lo sviluppo tecnologico, si preoccupa di come l’IA cambi il nostro rapporto con la realtà, con noi stessi e con Dio
- 01.11.2025

“Dubita di te stessa” è l’imperativo morale
che deve guidare le “machine sapiens”LA NECESSITÀ DI UNA “ALGOR-ETICA”
Paolo Benanti, professore della Pontificia Università Gregoriana, spiega che le intelligenze artificiali sono artefatti tecnologici differenti da tutti gli artefatti prodotti finora. Non sono software programmati, ma sistemi addestrati. Che hanno bisogno di un’etica “human centered” vincolante
- 01.11.2025

Ai figli va fatto vedere il bello del digitale
IL COMPITO EDUCATIVO
Oggi l’IA, cioè smart device, social e algoritmi, affolla l’esistenza dei giovanissimi. Qual è il compito che spetta agli adulti? “Non serve avere un Manuale delle giovani marmotte con un caso per ogni evenienza, ma un’apertura a conoscere e giudicare un nuovo elemento della nostra vita”
- 01.11.2025

Tutto ebbe inizio con dieci scienziati
BREVE STORIA DELL’IA
Gli storici sono concordi nel segnare l’inizio del lungo percorso verso la creazione di una intelligenza artificiale con la Conferenza di Dartmouth, svoltasi negli Stati Uniti nel 1956. E fu John McCarthy, uno dei partecipanti, a proporre per la prima volta il termine “Artificial Intelligence”
- 01.11.2025

Da “Addestramento” a “Token”, il vocabolario dell’Intelligenza artificiale
LE PAROLE CHIAVE
Per cercare di spiegare la struttura, il funzionamento e lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale, i ricercatori e gli ingegneri di tutto il mondo utilizzano un gergo tecnico fatto di parole e sigle di cui non sempre è chiaro il significato. Ecco l’abc fondamentale per capirla davvero
- 28.09.2025
- 21.09.2025
Il pittore che ha sempre dipinto solo «l’accaduto, nient’altro che l’accaduto»
LA VITA DI CARAVAGGIO
Michelangelo Merisi nasce a Milano il 29 settembre 1571. Il primo passaggio decisivo è la decisione nel 1592 di scendere a Roma. La vera svolta arriva sette anni dopo. Poi il soggiorno a Napoli. Muore il 10 luglio 1610. Ritratto dell’artista lombardo dagli «occhi vivaci e incaverniti»
- 21.09.2025
Un impasto di carnalità e redenzione
LA FORZA DI CARAVAGGIO
Michelangelo Merisi, considerato a lungo un personaggio «maledetto», è stato, in realtà, un pittore profondamente religioso: la sua arte diventò una sorta di manifesto di quel vasto movimento aperto alla comprensione e alla compassione degli aspetti più umili della vita
- 21.09.2025
Il reale “fotografato” al culmine dell’evento
L’UOMO CHE VIVEVA NEI SUOI QUADRI
Per gli occhi e per il cuore del Caravaggio ogni fatto diviene avvenimento, e per di più contemporaneo: la Conversione di San Paolo, un incidente di viaggio; il Martirio di San Matteo, un fattaccio di cronaca nera; la Morte della Vergine, il dolore sconfinato per la perdita di una giovane donna
- 21.09.2025
Quel “paradosso” che colpisce ancora oggi
CARAVAGGIO VA OLTRE LA SUA PITTURA
Una caratteristica di tutti i quadri di Caravaggio è che sono delle specie di “tableau vivant”, sono un segno indiretto di come quegli eventi siano toccanti ancora oggi. Grazie a un concetto di storia che è attualizzata nel presente e mossa dalla volontà di far coincidere fisico e metafisico
- 21.09.2025
Il “raggio divino” illumina anche i piedi sudici
IL MAESTRO DELLA LUCE
L’uso della luce in Caravaggio non è mai casuale. Come osserva Giulio Carlo Argan, la sua pittura si distingue per un realismo drammatico in cui il motivo religioso si fonde con la componente sociale. E, proprio in virtù di questa impostazione, «il divino si rivela negli umili»
- 21.09.2025
Un io che non porta certezze, porta evidenze
IL SUCCESSO DI CARAVAGGIO
Perché Caravaggio mette ogni volta in fila migliaia di persone? C’entra la modalità con cui il suo “io” entra dentro le sue opere: è tale la sua energia nel rendere tutto presente a sé stesso, che anche chi guarda alla fine la sente presente alla sua vita di quell’istante
- 28.05.2025
- 27.05.2025
Origini e storia di una contrapposizione che va avanti da decenni
LA QUESTIONE ISRAELO-PALESTINESE
La guerra in corso in Terra Santa dopo l’attacco di Hamas e la conseguente offensiva a Gaza ha riacceso i riflettori su un contrasto iniziato nel 1948, che poggia su motivi molto complessi e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se qualche tentativo è stato fatto
- 27.05.2025
Escalation Israele-Palestina: mappe, numeri e grafici per capire
LE SCHEDE DELL’ISPI
Con l’aggressione del 7 ottobre 2023 e la successiva risposta militare decisa da Netanyahu il conflitto israelo-palestinese ha toccato uno dei momenti più cruenti degli ultimi anni. Dalla Guerra dei sei giorni ad Hamas, dai Territori occupati ai coloni, ecco le informazioni essenziali
- 27.05.2025
Stato di Palestina, alla Santa Sede il merito di aver aperto la via del riconoscimento
LA POSIZIONE DELLA CHIESA
Dall’intesa spinta da San Giovanni Paolo II fino all’accordo voluto da Papa Francesco: il 13 maggio 2015 la Santa Sede annuncia di aver compiuto tutti i passi per il riconoscimento dello Stato della Palestina. Un evento diplomatico che ha aperto la strada al riconoscimento internazionale
- 27.05.2025
Semi di dialogo e convivenza nella vita reale
CHI NON SI ARRENDE ALL’ODIO/1
Intervista a Chiara Zappa sul suo libro “Gli irriducibili della pace”. Racconta dieci storie legate all’associazione Parents’ Circle, un forum di famiglie israeliane e palestinesi che da anni promuove percorsi di riconciliazione fra persone che hanno perso un congiunto nella lotta
- 27.05.2025
Quelle scintille nell’Apocalisse di Gaza
CHI NON SI ARRENDE ALL’ODIO/2
Non servono le curve degli ultras, che sostengono la volontà di una parte di far fuori l’altra. Non funzionano neanche i richiami al diritto internazionale, che nessuno ha la forza di far rispettare. Restano scintille di speranza, da guardare e sostenere perché possono accendere un gran fuoco
- 27.05.2025
“Niente tornerà più come prima”
DIALOGO CON IL CARDINAL PIZZABALLA
“Questo conflitto ha avuto un impatto come nessun altro – spiega il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme – C’è un prima e un dopo il 7 ottobre 2023, anche se facciamo fatica a definire, a capire come sia questo dopo, quando tutto finirà”
- 11.05.2025
- 08.05.2025
- 08.05.2025
La certezza che la storia di ciascuno di noi non corre verso un baratro oscuro
IL GIUBILEO DELLA SPERANZA
“Abbiamo bisogno di ‘abbondare nella speranza’” scrive papa Francesco nella “Spes non confundit”, la Bolla d’indizione del Giubileo 2025, per “testimoniare in modo credibile e attraente la fede e l’amore che portiamo nel cuore; perché la fede sia gioiosa, la carità entusiasta”
- 08.05.2025
Giubileo, il senso di una grazia
INDULGENZE E REMISSIONE DELLA PENA
Il Giubileo ha una lunga storia e il cristianesimo comunica all’anno sacro ebraico una nuova sfumatura, quella del perdono generale, ossia un’indulgenza plenaria che il Papa concede ai fedeli sotto determinate condizioni. Un concetto e una pratica di cui occorre recuperare il vero significato
- 08.05.2025
Il silenzioso popolo dell’aratro
LA SPERANZA SECONDO CHARLES PÉGUY
Ogni epoca ha “due partiti”: il partito di chi lavora, costruisce, ama, che deve sopportare un altro partito, quello di chi distrugge, usa la violenza, odia. Le parole di Charles Péguy sulla speranza, la virtù bambina che prende per mano le due sorelle maggiori: la fede e la carità
- 08.05.2025
Una nuova vita dentro la solita vita
IL PERDONO CRISTIANO SECONDO CHESTERTON
Nella sua autobiografia Chesterton racconta l’esperienza folgorante della confessione, l’incontro con la pietà divina che segnò la sua conversione. “Se il prezzo pagato per il perdono è la croce, la Sua croce, è evidente che la misericordia è una questione tremendamente seria”
- 08.05.2025
Il Figliol prodigo e il tocco di mano
LA MISERICORDIA SECONDO REMBRANDT
Il “Figliol prodigo” di Rembrandt, dipinto alla fine della sua vita, è considerato da Kenneth Clark il più bel quadro mai dipinto. Il cuore di questo capolavoro è nel dettaglio delle mani del padre che s’appoggiano sulla schiena del figlio in un gesto di accoglienza senza riserve
- 08.05.2025
Il prossimo, lo straniero e la nostra umanità ferita
IL BUON SAMARITANO SECONDO VAN GOGH
Il quadro di Van Gogh affronta la domanda: che legame c’è tra il prossimo e lo straniero? Le relazioni che non si fanno scoraggiare dall’alterità, tanto da passare oltre ignorandola, comprendono che l’io è un’apertura: riconosco il mio prossimo se non sono io nella mia soggettività a sceglierlo
- 08.05.2025
La domanda degli uomini trova un abbraccio
LA PIETÀ SECONDO CARAVAGGIO
Sul composto silenzio di Maria, gravido di “sicura speranza”, fiorisce la grazia del riconoscimento, il miracolo della fede. Nella “Madonna dei pellegrini” di Caravaggio l’intera umanità, segnata dalla sofferenza e dalla prova, si identifica in quella donna e nei due pellegrini, facendosi con loro grido
- 05.05.2025
Armenia, la paura di un genocidio infinito
UN PAESE DIMENTICATO E MINACCIATO
La sopravvivenza dell’Armenia è in pericolo, nel silenzio ipocrita dei governi occidentali. E nell’Artsakh, la regione contesa con l’Azerbaigian, il pogrom è già iniziato. Il senso di “garod”, di privazione irrimediabile che traumatizza gli armeni da 109 anni, cresce sempre più
- 05.05.2025
Vittime di un doppio odio
FEDE E IDENTITÀ NEL MIRINO
L’odio anti-armeno si intreccia e potenzia con l’odio anti-cristiano. Un secolo fa il genocidio ha decimato tre quarti della popolazione. E oggi un risorgente incubo di annientamento, non solo fisico, assedia la stessa memoria della sua esistenza e della fede che definisce la sua identità
- 05.05.2025
Sorella orfana dell’Europa e sentinella di civiltà
LA “GERUSALEMME DEL CAUCASO”
Da quando il Dio cristiano si è stabilito qui nel IV secolo, si sono riversati in tanti per rimettere in riga questi armeni dalla testa dura. Non bastava il genocidio turco che l’ha quasi cancellata. Ora chi è ossessionato dal “resto della spada” vuole finire il lavoro. Ma gli armeni ci sono ancora
- 05.05.2025
La “patria” della memoria cristiana
PELLEGRINAGGIO IN ARMENIA
Le impressioni di un pellegrinaggio in Armenia, terra di pietra che, leggenda vuole, Dio scelse come luogo di ripartenza con il suo scudiero Noè. Un popolo sempre sull’orlo della sparizione. Ma qui c’è una bellezza sobria, semplice, come attesta la presenza dei suoi monasteri
- 05.05.2025
Ecco perché l’Ue si fa prendere a pesci in faccia
L’AUTOLESIONISMO DELL’EUROPA
“Il mondo si indigna, magari manda qualche soccorso, ma non riesce a intervenire realmente a favore dell’Armenia. Ai tempi del primo genocidio, c’era una guerra mondiale in corso, oggi vedo un comportamento di autolesionismo. Soprattutto dell’Europa”. Antonia Arslan ne spiega le ragioni
- 13.05.2026
- 05.05.2025
Un piccolo popolo che concentra in sé i dolori e le preghiere di tutto il mondo
LA MEDAGLIA DELLA GRATITUDINE A RENATO FARINA
“L’Armenia è un numero primo, la sua lingua non nasce da altre lingue, è una lingua sorgiva. Ecco, i numeri primi non si possono cancellare, si possono mortificare e nascondere, ma non si possono cancellare: senza i numeri primi non si dà l’infinito e l’infinito è quello che cerchiamo nel quotidiano”
Nelle “croci di pietra” l’archivio della fede
L’ARTE DEI KHATCHK’AR
La tradizione dei khatchk’ar – letteralmente «croci di pietra» – rappresenta una delle manifestazioni più originali del costume e della religiosità del popolo armeno. Queste lastre o stele, segnate dalla croce, si diffondono a partire dal Medioevo come simboli votivi, celebrativi e funerari


















































































