• Cimabue, presunto ritratto di San Francesco. Assisi, basilica inferiore

    Dal ritratto del Celano ai movimenti di Giotto

    L’IMMAGINE DI SAN FRANCESCO

    Nelle prime rappresentazioni figurative San Francesco appare conforme all’indicazione di Tommaso da Celano: “di statura mediocre, piuttosto piccola; la testa rotonda, la faccia protesa; le braccia piuttosto brevi, i piedi piccoletti”. Sarà poi Giotto a introdurre tridimensionalità e realismo inedito nei dipinti attraverso i movimenti del viso e del corpo

  • Giotto. San Francesco dona il mantello a un povero. Assisi, basilica superiore (part.)

    Un’opera d’arte “disegnata nella sua carne dal dito del Dio vivente”

    IL CULTO DEL SANTO NELLE GALLERIE DEGLI UFFIZI

    Qual è la chiave di lettura più affascinante ed efficace per una lettura autentica dell’iconografia francescana? Ricordarsi, come in un gioco di scatole cinesi, che il soggetto ritratto dall’artista è esso stesso tela, tavola, dove il Sommo Artefice, attraverso l’amore, realizza il suo autoritratto: San Francesco come l’Alter Christi

  • Giotto. San Francesco rinuncia ai beni terreni. Assisi, basilica superiore (part.)

    Quella meditazione visiva su Cristo in croce

    SAN FRANCESCO E IL RINASCIMENTO DEL CORPO

    San Francesco si spoglia nudo in chiesa per dimostrare che esiste un progetto originario su di esso al quale egli vuole ispirarsi per seguire il Vangelo integralmente, rifiutando le regole imposte dalla mentalità del potere. È Cimabue che trasferisce nell’arte questo potente e innovativo messaggio, che poi Giotto renderà stabile conquista

  • Cappella Bardi nella basilica di Santa Croce, Firenze

    San Francesco visto dal vero

    LA TAVOLA BARDI NELLA BASILICA DI SANTA CROCE

    Nelle storie di san Francesco che si possono ammirare nella Cappella Bardi (1325 circa) in Santa Croce a Firenze l’attenzione di Giotto si concentra nel dipingere i volti del Poverello d’Assisi e degli astanti. Osservata da vicino, la pittura si distende sui volti dando la sensazione di una fisicità nello stesso tempo tenera e reale

  • Riproduzione del Cantico delle creature

    Cassa, nido, spazio alla voce che è ovunque, voce dell’esistenza stessa

    LE PAROLE DI SAN FRANCESCO

    L’umiltà di Francesco, come si vede nel Cantico, non dipende da una specie di disprezzo per se stessi o per le creature. Ma da un senso violento e dolcissimo della presenza di chi è Altissimo. Francesco non disprezza nulla della realtà. Di tutto e soprattutto di sé riconosce la piccolezza davanti all’Altissimo