• 11.01.2026

    Hannah Arendt nel 1975

    Il male radicale? “Rendere superflua negli uomini la loro qualità stessa di uomini”

    BIOGRAFIA, OPERE E PENSIERO IN BREVE

    Di famiglia ebraica, nata ad Hannover nel 1906 e morta a New York nel 1975, Hannah Arendt è stata una filosofa, una studiosa di teoria politica e una storica tedesca naturalizzata statunitense. Ha analizzato il totalitarismo, la banalità del male, la solitudine dell’uomo contemporaneo

  • 11.01.2026

    Adolf Eichmann durante il processo

    Il pericolo dell’atrofia (non solo di Eichmann)

    LA BANALITÀ DEL MALE

    Dopo aver assistito al processo al criminale nazista Adolf Eichmann, la Arendt individua nell’ideologia il fattore più peculiare del totalitarismo. L’ideologia stabilisce il senso delle cose indipendentemente dal rapporto diretto con la realtà. E si impone attraverso la propaganda e il terrore

  • 11.01.2026

    “Sant’Agostino” di P. de Champaigne

    Ogni nascita muta il già deciso della Storia

    LA FILOSOFIA (ANCHE POLITICA) DELLA “NATALITY”

    Per la Arendt, sin dalla nascita, l’uomo non è una “cosa”, come ha imparato da sant’Agostino, che ci autorizza a pensarlo come un “qualcuno”. L’uomo è altro dalle cose del mondo: poiché libero per nascita, non è mai identico a sé stesso. E con l’azione si sottrae alla stretta della natura

  • 11.01.2026

    Hannah Arendt

    “Se mi fossi fatto da solo, avrei potuto prevedermi e, in tal modo, avrei perso la libertà”

    DALLO STUPORE ALL’INCUBO DEI TOTALITARISMI

    Hannah Arendt ha scritto pagine profondissime su temi decisivi per l’uomo: il valore dell’azione, l’esistenza come dono, l’esperienza della realtà, il miracolo della nascita, l’orrore delle ideologie, la tragedia dei campi di sterminio. Ecco una piccola antologia

  • 11.01.2026

    La tomba di Hannah Arendt a New York

    Il pensiero nasce da un urto con l’esperienza

    LA FORZA DEL GIUDIZIO

    Come da lei più volte ripetuto, Hannah Arendt ha voluto “comprendere”. In uno sforzo di conciliazione che non ha nulla del venire a patti con la realtà così com’è, ci parla piuttosto della responsabilità di ciascuno a ricominciare. Una responsabilità nutrita dall’amore per il mondo

  • 11.01.2026

    Locandina del film “Hannah Arendt” di M. von Trotta

    Il tenace tentativo di “rischiarare l’oscuro”

    UNA PROFETESSA INASCOLTATA

    L’oscurità in cui la civiltà occidentale era precipitata ai tempi del nazismo, per essere ribaltata con i valori della ragione, non poteva eludere il confronto con la realtà, nel bene e nel male. «Il suddito ideale è la persona per la quale non c’è più differenza tra realtà e finzione, tra vero e falso»

  • 11.01.2026

    Martin Heidegger

    La libertà ha gli occhi di una fanciullina

    L’ORIGINALITÀ DELLA ARENDT

    Hannah Arendt ha saputo essere estremamente originale perché ha saputo mantenersi assolutamente ingenua, come la bambina della favola di Andersen che vede il re nudo. Venire al mondo, salvare il senso comune, perdonare: tre azioni di cui oggi abbiamo estremo bisogno

  • 11.01.2026

    Hannah Arendt nel 1958

    “Le cose è come se dicessero ci siamo”

    IL REALISMO DELLA ARENDT

    Di fronte alla realtà siamo chiamati a un riconoscimento. La Arendt scrive che uno dei tratti caratteristici dell’uomo moderno è il risentimento contro il fatto che l’uomo non è il creatore dell’universo, né di sé stesso. Quindi la grande alternativa: o la gratitudine per ciò che accade, o il rifiuto