La Russia di Putin, l’Ucraina e l’Occidente Una crisi irreversibile? Cara amica, caro amico, a nove mesi dalla insensata e terribile decisione di Putin di invadere l’Ucraina, il conflitto che si sta drammaticamente consumando nel cuore dell’Europa lascia ancora aperti molti interrogativi. Ogni giorno sulle sorti di questa guerra siamo ragguagliati, quasi in tempo reale, dai mass media. Un racconto visto “dal fronte occidentale”, cioè dal nostro punto di osservazione. Ma cosa sta succedendo in Russia? Come vivono i russi questa guerra? Quanto è diffuso il dissenso, al di là della dura repressione? A cosa mirano davvero Putin e i suoi generali? Il suo regime è saldo o Putin sta diventando uno “zar di vetro”? Come cambieranno i rapporti tra Occidente e Oriente dell’Europa? Per cercare di rispondere a queste domande, che vogliono andare al cuore della Russia di Putin, Il Circolo della Bussola ti invita all’incontro “La Russia di Putin, l’Ucraina e l’Occidente: una crisi irreversibile?”, in cui avremo la possibilità di ascoltare la testimonianza di due attenti e profondi conoscitori di quel mondo: Marta Ottaviani, giornalista di “Avvenire”, e don Stefano Caprio, sacerdote del Pontificio Istituto Orientale di Roma. In preparazione all’incontro di Venerdì 2 dicembre, ore 21, Sala Aldo Moro, viale Santuario 13, a Saronno abbiamo preparato, come sempre, un dossier in cui potrai trovare notizie e analisi di approfondimento. Buona lettura!

COLLEZIONE MATTIOLI I tesori del Futurismo italiano al Museo del Novecento di Milano Cari lettori, un evento eccezionale per la città di Saronno: un incontro sulla raccolta di arte futurista italiana più importante al mondo, la collezione Mattioli, che verrà ospitata a Milano presso il Museo del Novecento. Il Futurismo, il movimento artistico italiano più noto a livello internazionale, è la corrente che segna in modo radicale il passaggio alla modernità nel contesto delle rivoluzioni culturali delle avanguardie che investono le arti nell’Europa del tempo. Gli interpreti della nuova avventura sono Boccioni, Balla, Carrà, Severini e Sironi, che firmano insieme al fondatore Filippo Tommaso Marinetti i manifesti e i documenti programmatici in cui vengono delineate le istanze poetiche del gruppo: il dinamismo, la “bellezza della velocità”, la vita moderna. Basti pensare che il Museo del Novecento di Milano ha completamente riallestito le sue sale per fare spazio alle 26 importantissime opere, sculture e quadri, che compongono questa collezione. Lo stesso Museo del Novecento ha presentato l’evento con queste parole: “La collezione Mattioli è la collezione privata di arte futurista e metafisica più importante al mondo, in grado di competere con le relative sezioni di prestigiosi musei internazionali. Si tratta di un nucleo di 26 capolavori di Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Gino Severini, Giorgio Morandi, Mario Sironi, Amedeo Modigliani, solo per citare i nomi più influenti, che l’unico proprietario Giacomo Rossi, nipote di Gianni Mattioli, ha deciso di cedere al Museo del Novecento in comodato gratuito.” Vi invitiamo quindi all’incontro che abbiamo organizzato Giovedì 17 Novembre, alle ore 21, presso il Teatro della Regina Pacis, in via Roma 110, a Saronno Dalla viva voce di Giacomo Rossi, nipote di Gianni Mattioli, potremo ascoltare la straordinaria storia del nonno e della sua passione per l’arte, nonché conoscere da vicino i capolavori dell’arte futurista. Abbiamo preparato questo Dossier in preparazione all’incontro e per fornirvi strumenti utili ad un approfondimento. Buona lettura.

ARMENIA 1915, “IL GRANDE MALE” Un genocidio che non possiamo dimenticare Cari lettori,  il 24 aprile del 1915 aveva inizio il genocidio del popolo armeno: l’Impero Ottomano, prossimo alla fine, sterminò un milione e mezzo di donne, uomini e bambini, utilizzando tutti gli strumenti che la ferocia umana è in grado di immaginare. Ecco perché gli Armeni chiamano Metz Yeghérn (Grande Male) le sofferenze subìte dal loro popolo, a causa delle deportazioni nel deserto finalizzate alla morte, alle fucilazioni, alle violenze. In questo terribile momento che la nostra società sta attraversando e con i festeggiamenti dell’Anniversario della Liberazione alle porte, è doveroso commemorare il primo grande genocidio del XX secolo, il secolo più sanguinoso e atroce che la storia ricordi. Noi del “Circolo della Bussola” vogliamo dare voce agli Armeni che hanno perso la vita in quegli anni e fare in modo che anche le giovani generazioni conoscano cos’è successo a quel popolo, il primo ad aver riconosciuto la fede cristiana come religione di Stato (avvenne nel 301 d.C., ben dodici anni prima dell’editto di Costantino, emanato solo nel 313 d.C.) e proprio per questo sterminato. Vi invitiamo quindi all’incontro che abbiamo organizzato. Martedì 26 aprile alle ore 21, presso il teatro Regina Pacis, via Roma 110, a Saronno. Ripercorreremo gli avvenimenti di quei terribili anni con l’aiuto del giornalista Rodolfo Casadei, del soprano armeno Elisaveta Martirosyan e degli attori della Compagnia della Ruota. Abbiamo preparato questo Dossier in preparazione all’incontro e per fornirvi strumenti utili ad un approfondimento. Buona lettura. L'orrore del genocidio La notte in cui ebbe inizio l’incubo del “Grande male” Le tappe del genocidio Massacri e deportazioni: così l’Impero ottomano si è accanito a più riprese sull’Armenia I testimoni del genocidio Aharon non alza mai lo sguardo. Silvard resta aggrappata alla speranza. Adranik non si rassegna. Sono tre superstiti del genocidio che oggi non ci sono più, ma le loro testimonianze rimarranno nei nostri cuori. Perché il cuore è il luogo della memoria Le parole del genocidio Numerosi furono gli scrittori armeni vittime del genocidio, come il grande poeta Daniel Varujan, il cantore per eccellenza della tragedia armena Siamantò (pseudonimo di Adom Yargianian) e il sacerdote Garabed Der Sahaghian Le immagini dell'orrore Corpi scheletrici, donne che piangono i figli, esecuzioni e deportazioni: il richiamo straziante delle foto di Wegner La canzone di Aznavour “Sono caduti senza sapere davvero perché, sono morti invocando il loro Dio” Bibliografia Piccola bibliografia per conoscere e non dimenticare la “fine di un mondo” Scarica la locandina

IL GIORNO DELLA MEMORIA Cara amica, caro amico, uno dei dibattiti della storiografia moderna ruota attorno all’affermazione, proposta da Cicerone, che “la storia è maestra di vita” e la conclusione, condivisa dalla maggioranza degli storici contemporanei è che “no, non lo può essere, perché il filo della storia si dipana in una linea continua, tortuosa, senza mai ripetersi e quindi senza dare indicazioni su ciò che potrà accadere in futuro”. Ma siamo proprio sicuri che sia così? La Giornata della Memoria è proprio qui a testimoniarci il contrario! Fatti accaduti in tempi vicini a noi (non sono passati nemmeno 100 anni) e che per la follia di molti hanno portato allo sterminio di moltissimi, rischiano oggi di passare negli avvenimenti di scarso rilievo della nostra giornata, presi come siamo dalle contingenze quotidiane: il dipanarsi del filo della nostra storia non ammette interruzioni o soste. Eppure le enormità che hanno attraversato la storia dei primi 50 anni del 1900 sono ancora qui a ricordarci che è stato possibile che milioni di ebrei siano stati sterminati da un’ideologia folle, nata, cresciuta e giunta al suo apice spesso tra l’indifferenza dei contemporanei. Questi avvenimenti, al di là delle celebrazioni laiche di oggi, devono farci tenere la guardia alzata affinché quella storia non si ripeta: per questo la storia deve esserci “maestra di vita”, insegnandoci a non ripetere gli errori commessi da questa nostra distratta e indifferente umanità.Vogliamo portare il nostro contributo per ricordare quanto è successo, esaminando un argomento insolito, quello del ruolo dei medici che hanno collaborato allo stermino, attraverso la recensione del libro “Ippocrate è morto ad Auschwitz” di Giulio Meotti. Vi segnaliamo anche un interessante testimonianza che potrete trovare sul blog “Altre Storie” di Mario Calabresi (https://www.mariocalabresi.com/) dal titolo “La mappa della memoria”. È il racconto di una coppia di sposi che ha fatto del proprio pensionamento l’inizio di una seconda vita, che li ha portati a percorrere con il loro camper l’Europa, alla ricerca dei luoghi dello sterminio nazifascista: un’occasione per non dimenticare.Riportiamo infine un articolo tratto da Lombardia Quotidiano che segnala la mostra di William Congdon, grande artista americano che ha vissuto per molti anni in Italia, e che ha conosciuto l’orrore dei campi di concentramento attraverso la sua attività di barelliere volontario al seguito delle truppe di liberazione americane. La mostra, allestita al Binario 21, è visitabile ancora per qualche giorno, fino al 31 gennaio.

“…COLA' OVE IL GIOIR S'INSEMPRA”Dante, la vera sapienza e il desiderio di felicitàCari lettori, anche noi del Circolo della Bussola abbiamo voluto partecipare alla commemorazione dei 700 anni dalla morte di Dante. Abbiamo preparato questo dossier in cui cerchiamo di ricostruire il mondo e la società ai tempi di Dante anche attraverso il contributo di firme autorevoli e di curiosità legate al cibo, aspetto su cui abbiamo trovato una inaspettata sinergia con la mostra “Dante e la Divina cucina”, che è possibile visitare in questi giorni presso la Casa di Marta, a Saronno, e di cui riportiamo il catalogo; per finire nonno Sandrone spiega Dante ai bambini. Buona lettura!!! (Clicca sulle immagini per visualizzare l'articolo) Per concludere Vi aspettiamo alla conferenza-spettacolo che si terrà Domenica 28 novembre alle ore 17.00 presso La Casa di Marta Il professor Giacomo Vagni, Maître Assistant presso l’Università di Losanna (Svizzera), ci accompagnerà in un viaggio nella Divina Commedia, alla scoperta di alcune parole chiave – sapienza, conoscenza, libertà, felicità… - che la poesia di Dante affronta, con una freschezza capace ancora oggi di parlare e interpellare l’uomo contemporaneo. Il tutto accompagnato dalla recitazione degli attori della Compagnia della Ruota. Al termine dell’incontro sarà possibile visitare la mostra “Dante e la divina cucina”. LA DIVINA COMMEDIA CI PARLA/1 – Dante e la passione per quell’avventura che è la “nostra vita” LA DIVINA COMMEDIA CI INTERPELLA/2 - Guardini: “Dante è il poeta che porta nell’eterno l’uomo” LA VITA DI DANTE/1 – Benestante, istruito e guelfo: così visse da protagonista nella Firenze del Trecento LA VITA DI DANTE/2 – La brillante carriera politica di un guelfo moderato che rischiò di finire al rogo IL TEMPO DI DANTE/1 – L’Italia dei Comuni, esempio unico in tutta Europa di una democrazia dal basso ricca e vitale IL TEMPO DI DANTE/2 – Artisti, poeti, re e papi: mezzo secolo di grandi personaggi e di avvenimenti storici DANTE E SAN FRANCESCO/1 - Così i frati minori di Santa Croce hanno da sempre reso onore al Sommo Poeta DANTE E SAN FRANCESCO/2 – Il Purgatorio dei superbi: su di loro veglia la regale umiltà dell’umile penitente di Assisi IL MONDO DI DANTE/1 – Il fascino dell’ipersfera, quell’apparente confusione di un cosmo fatto di angoli e cerchi IL MONDO DI DANTE/2 – Accompagniamo Dante a pranzo: così si mangiava ai tempi di Dante IL MONDO DI DANTE/3 – Dante e la divina cucina: catalogo della mostra esposta alla Casa di Marta NONNO SANDRONE E DANTE - la poesia di nonno Sandrone per raccontare Dante ai bambini In ogni articolo clicca il link in fondo per scaricare gli approfondimentiIl video introduttivo che segue è pubblicato sul canale YouTube "Pierodasaronno Onlyforfriends".https://www.youtube.com/watch?v=ZMCpnTtjkNk